Sono certo che nessuno di voi conosce la società BE.

Eppure questa azienda, ma soprattutto il suo fondatore, Jean Louis Gasseè, hanno avuto un ruolo fondamentale, pur se marginale, nello sviluppo della tecnologia che oggi è intorno a noi e della quale non possiamo fare a meno.

Nel 1996, su una spiaggia delle Hawaii, Jean Louis Gasseè rifiutò sdegnosamente l’offerta di acquisto della sua azienda per la non modesta cifra di 200 milioni di dollari; rilanciò fino a 275 milioni e ovviamente il suo interlocutore lasciò perdere.

Potrebbe sembrare una notizia insignificante, ma quell’interlocutore non era uno qualunque, ma Gil Amelio, gran capo della Apple Computer di allora.

Ma il fatto ancora più importante è che, dopo quel rifiuto, la Apple, in cerca di un nuovo e più potente sistema operativo, si rivolse ad un’altra Azienda, la NEXT, di proprietà nientemeno di Steve Jobs, il fondatore, assieme all’altro Steve, Wozniack, della Apple stessa.

Steve Jobs era uscito dalla Apple nel 1985. Proprio lui, l’inventore del personal computer, era stato costretto a dimettersi, e proprio da quella persona che lui stesso aveva fatto entrare nella Apple come nuovo CEO, strappandola alla Pepsi Cola, John Sculley.

Da allora la Apple aveva cominciato un’inarrestabile parabola discendente: il titolo era sceso in borsa dell’80%, le vendite erano crollate e la strada era stata spalancata alla Microsoft di Bill Gates, che sembrava avviata al dominio completo del mondo dei personal computer, riducendo la Apple a modesto fornitore di clienti chic e fanatici, nel ricordo sbiadito e romantico dei primi computer della Silicon Valley.

Invece il rifiuto della BE spalanca le porte al gran ritorno di Steve Jobs in Apple, della quale in pochi mesi diventa di nuovo il numero uno e dà inizio a quell’epoca di grandi innovazioni e di nuovi prodotti rivoluzionari, all’insegna del suo motto: “Think Different”, “pensa in un modo differen­te”.

Il suo genio crea alcuni oggetti che ormai sono entrati nell’uso quotidiano, che ciascuno di noi possiede e dei quali nessuno sembra più poter fare a meno: iMac, iPod, iPhone, iPad.

Forse tutto questo era inevitabile, o forse, chissà, fu reso possibile da quel rifiuto, sulle spiagge hawaiane, da parte di quel signore, forse un po’ troppo pretenzioso.

Ma perché vi racconto queste cose?

Perché furono tre le persone che dopo il rifiuto di Gasseè si rivolsero a Steve Job e lo convinsero a ritornare, ed una di quelle tre persone ero io.


Tratto dal libro: “Da Chianciano a Cupertino” di Marco Landi, edito da Autori d’Impresa.

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