Rilassati.

Fai un bel respiro.

Prenditi tutto il tempo che ti occorre per osservarti in profondità.

Se ne hai la possibilità guardati pure allo specchio e poniti le seguenti domande: quanto mi assomiglia realmente la figura che vedo in questo momento riflessa davanti a me? Quanto è lontana, questa, dall’immagine che vedevo da fanciullo, pensandomi già adulto e cresciuto? Ma soprattutto chiediti: ho lasciato abbastanza spazio ai miei sogni, ai miei primi vagiti di indipendenza, di libertà, di felicità?

È assai probabile che le risposte che ti sei appena dato siano state del tipo: “poco”, “lontana”, “per niente”.

Sai perché? Perché con l’avvicendarsi di nuove esperienze di vita tendiamo ad allontanarci sempre più dal nostro nucleo primordiale, precludendoci di fatto ogni possibilità di attingere alla nostre reali attitudini, predisposizioni e potenzialità. Siamo individui abituati a restare nella propria area di comfort, intrappolati più da obblighi e doveri che dal nostro bisogno di allargare, a noi stessi e al mondo, la nostra unicità. Non c’è da meravigliarsi che l’umanità sia assoggettata a una dannosa, e ahimè crescente, forma di “cricetismo” di massa.

È risaputo che un individuo, durante la sua crescita, possa mettere in atto forme di dipendenza nei confronti di altri individui, ma il più delle volte lo fa a discapito dello sviluppo armonico del suo sé. Per un bambino, l’attaccamento affettivo è un fenomeno naturale, funzionale al suo stesso sviluppo psicologico.

Il problema nasce purtroppo quando, da adulti, continuiamo a dipendere dagli altri.

Insomma, nonostante la maggior parte di noi abbia attitudini e aspirazioni uniche, decidiamo di barattare i nostri reali desideri, pur di assicurarci la nostra razione quotidiana di coccole e pseudo serenità: da parte dei nostri insegnanti, amici, consulenti di fiducia, fino ad allargare la cerchia a perfetti sconosciuti.

Noi siamo il risultato di ambiente, conoscenze ed educazione.

Il primo passo per favorire la crescita e l’indipendenza di un individuo è quello di iniziare a credere fermamente in se stessi.

Tu non sei il risultato delle aspirazioni o delle
frustrazioni altrui, ma un individuo irripetibile, capace
di sintonizzarsi con la parte più vera e creativa di sé per
realizzare i tuoi sogni.

Tratto da Come diventare Masterchief Trainer – “Ingredienti per una vita di valore” di Nunio Lella, Edizioni Autori d’Impresa


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