Una delle tecniche creative più efficaci e divertenti inventate da De Bono per alimentare un pensiero di tipo laterale, quindi divergente, è quella che si trova nel suo libro Sei cappelli per pensare, edito in Italia da Rizzoli. Il gioco dei sei cappelli, che potrai facilmente fare anche tu, si basa sull’assunto che si può giungere più efficacemente alla soluzione di un problema guardandolo da diversi punti di vista.
Ma perché proprio i cappelli e non un altro indumento od oggetto?

L’autore risponde a questa domanda ribadendo che oggi l’uso del cappello, essendo una rarità, tende a definire più che mai un ruolo all’interno di un gruppo sociale. Si pensi per esempio a un poliziotto che si cala il berretto di ordinanza sul capo prima di entrare in servizio o a una signora che sta per recarsi a un ballo di gran gala.

Mettersi un cappello suggerisce, dunque, un certo grado di intenzionalità. Indossare in modo intenzionale un cappello per pensare permette di risultare più credibili a se stessi e agli altri.

Recitare la parte di qualcun altro significa trascendere la propria immagine per osservare le cose dal punto di vista di quella persona.
È questo lo scopo dell’esercizio proposto da De Bono, un gioco che può trasformarsi all’occorrenza in un viatico per nuove idee e soluzioni. Vediamo come funziona: viene chiesto a tutti i partecipanti di una riunione, di un corso o quant’altro di indossare a turno un cappello di un colore diverso (bianco, rosso, nero, giallo, verde, blu) in risposta a una domanda.

Può essere un quesito riguardante la strategia di mercato, gli obiettivi da raggiungere, le risorse umane da mettere in campo e così via. Ogni domanda verrà sollevata da un coordinatore esterno che di volta in volta si preoccuperà di far indossare a tutto il gruppo un cappello di colore diverso.

Se vuoi fare l’esercizio anche tu, ma ti trovi momentaneamente sprovvisto di cappelli, puoi fare indossare al tuo team una maglietta o un braccialetto colorato. Ti consiglio comunque di passare ai cappelli quanto prima, perché l’imprinting e il risultato in tal senso sono decisamente migliori!

I sei cappelli di De Bono

  • Il cappello indossato dai partecipanti indica uno specifico punto di vista,espresso dalle qualità di quel cappello, ovvero:
  • Cappello bianco (neutrale): rappresenta l’insieme dei fatti e dei dati oggettivi: informazioni ed elementi raccolti senza espressione di
    giudizio;
  • Cappello rosso (emotivo): suggerisce il coinvolgimento delle emozioni, soprattutto ira e istintività ma anche intuizione;
  • Cappello nero (negativo): si preoccupa degli aspetti negativi di una questione, del perché una cosa non può essere fatta;
  • Cappello giallo (positivo): è un cappello per ottimisti, adatto a rilevare vantaggi e aspetti positivi di un problema;
  • Cappello verde (creativo): indica la creatività, la nascita di nuove idee e nuovi modi di pensare;
  • Cappello blu (razionale): rappresenta il controllo e l’organizzazione dei processi di pensiero: metodologie, pianificazione, regole da seguire.

Il gioco dei sei cappelli si rivela prezioso in ambito di brainstorming e team building, e può essere portato a termine in tempi brevi così da adottare nuove strategie e soluzioni.

Una domanda del tipo: “Come possiamo far salire le vendite questo mese?” verrà presa in esame da ciascun tipo di cappello. In tal modo si otterranno risposte oggettive, creative, emozionali, razionali, negative tante quante sono le caratteristiche associate a ogni colore.

Non ci sono praticamente limiti alle domande e agli ambiti di applicazione che è possibile utilizzare. L’importante è calarsi realmente nella parte, facendo proprie le credenze e i modi di agire dettati dalle qualità espressive di ogni cappello.

Puoi acquistare il libro da cui è tratto questo post su tutti i principali store online. come ad esempio…

Diventare Masterchief Trainer
Ingredienti e consigli per una vita di valore
€ 15